giovedì 30 ottobre 2008

Tragedia in due atti

Ho seguito al telegiornale la notizia dell'incidente dell'elicottero precipitato in Francia il 23 Ottobre in cui sono morti 8 militari italiani. La vicenda è già tragica di per sé nonostante creda che sia normale che ogni tanto qualcosa possa andare storto in tali condizioni complesse e delicate: quando succede non ci sono poi molte alternative o vie di fuga (forse è proprio questo il problema su cui lavorare maggiormente).

Ma volevo parlare di altro: un giornalista ha intervistato il padre di uno dei militari dopo la tragedia e questo, dopo aver cominciato a commentare, ha iniziato a piangere interrompendo l'intervista e chiedendo scusa al giornalista.

Ora io dico: il diritto di cronaca è sacrosanto, è necessario conoscere gli avvenimenti e avere libertà di stampa. Ma con quale coraggio si cerca di intervistare a tutti i costi persone che hanno subito una tragedia e che l'ultima cosa che vogliono fare è parlarne a milioni di spettatori? A che pro? Veramente l'italiano medio vuole vedere questo in tv?

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